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“Libertà in valigia. L’emigrazione politica pugliese fra USA e Francia, carteggi 1892-1945”, firmato da Giovanni Capurso e Vincenzo Catalano per Edizioni Radici Future, è un viaggio intimo e viscerale dentro il bagaglio di chi ha dovuto scegliere tra la propria terra e i propri ideali.
Il volume compie uno straordinario lavoro di scavo archivistico all'interno dello Schedario Politico Provinciale della Questura di Bari. Gli autori estraggono da quei faldoni soprattutto le lettere censurate dal regime fascista, restituendoci carteggi vibranti e colmi di indignazione.
Non leggiamo le vicende dei grandi leader politici, ma le microstorie di uomini e donne comuni, spesso di umili origini. Questi esiliati si muovono verso gli Stati Uniti o la Francia guidati da una sorprendente consapevolezza storica e da un pensiero critico tagliente.
La scrittura di Capurso e Catalano accompagna il lettore con empatia e rigore scientifico. Attraverso quelle pagine si percepisce chiaramente l'amarezza di chi vive lontano dalla patria, ma anche la fierezza incrollabile di chi non ha voluto piegare la testa davanti alla dittatura. Ogni lettera intercettata diventa un manifesto di resistenza universale.
La forza drammatica di quest’opera risiede nella sua spaventosa attualità. Gli autori non si limitano a fotografare un’epoca passata. Dimostrano invece come il dramma dell’emigrazione politica e la fuga dalle persecuzioni siano ferite ancora aperte nel mondo contemporaneo. Le storie dei pugliesi di inizio Novecento specchiano fedelmente le sofferenze e le speranze di chi oggi scappa dai teatri di guerra e di oppressione moderni, dall’Afghanistan all’Iran.
“Libertà in valigia” è un saggio necessario e travolgente. Ci ricorda che la libertà non è mai un concetto astratto o un dono scontato, ma una conquista dolorosa che si paga a caro prezzo, spesso misurata in chilometri di distanza da casa e in lettere d’amore interrotte dalla censura. Un libro che commuove, fa riflettere e scuote le coscienze.
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